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Giovedì, 20 Novembre 2008
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ISTITUZIONI
SERVIZI
CULTURA E TURISMO
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Statuto e Regolamenti
Nel redigere ed approvare il suo Statuto Municipale il paese di Cinisi può richiamarsi ad una storia ed a tradizioni antiche di alto significato, dalle quali attingere aspirazioni anche per il futuro, in uno spirito di continuità aperto dinamicamente alle nuove esigenze ed ai problemi del tempo e fedele ai valori di libertà sanciti dalla Costituzione della Repubblica Italiana. Allo stesso tempo il paese di Cinisi intende continuare a rinnovare la sua tradizione dalla vocazione produttiva a quella culturale e proiettare nei nuovi istituti e nelle nuove dimensioni amministrative la propria indole e le proprie attitudini che vanno dall'agricoltura, al commercio, al terziario ed al turismo. Il Comune di Cinisi, nell'adottare la sua carta statutaria si richiama ai valori della Costituzione della Repubblica e a tutto quanto, nello spirito di idee di pace e di democrazia, è in essa previsto per la promozione e la tutela dei cittadini, in materia di cultura, ambiente e paesaggio, sanità e sicurezza sociale, pari opportunità tra uomini e donne, attività sportive e ricreative, diritto alla casa, diritto allo studio, diritto al lavoro, organizzazione dei servizi, cura delle categorie più deboli, infanzia e vecchiaia. In questa premessa non appare superfluo fare un cenno storico sulle origini di Cinisi. L'origine di Cinisi si ricollega con la venuta dei Musulmani in Sicilia, avvenuta il 16 Giugno dell'827. I Musulmani, diffondendosi nella Sicilia Occidentale, occuparono non solo le più grandi città, ma si fermarono sulle alture di monti inaccessibili. L'antico Cinisi era situata nella contrada che porta il nome di Castellaccio. Nel 1072 i Normanni venuti dal Settentrione cacciarono i Musulmani. Gli abitanti di Cinisi non vollero sottomettersi ai nuovi signori. Il Conte Ruggiero, essendo risultato inutile ogni tentativo di pacificazione, va con un esercito guidato direttamente da lui e solo alla decisione di ardere le messi Cinisi si arrese. I casali musulmani dopo la conquista normanna scompaiono a poco a poco e la popolazione, lasciate le campagne si ritira a vivere nei grossi centri ed a Cinisi toccò la stessa sorte. Infatti, alla metà del sec. XIII Cinisi non era altro che un casale disabitato a disposizione del re. Nel 1263 re Manfredi concede il casale di Cinisi al milite Matteo Pipitone, suo valletto fedele. Da questi, attraverso vari passaggi per eredità verso il 1350 passa nelle mani di Fazio di Fazio e di sua moglie Violante. Visualizza il documento integrale dello Statuto del Comune di Cinisi cliccando qui.
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